La nascita
La Kick Boxing è una disciplina sportiva nata dalle arti marziali orientali,
adeguando lo stile per fini di tipo agonistico: nasce negli USA negli
anni '70.
In quel periodo si ha un vasto panorama di attività nel mondo delle
arti marziali, tra le quali il Point Karate, disciplina marziale a
contatto diretto con il corpo, nella quale dopo ogni tecnica portata a
segno, veniva interrotto l'incontro per assegnare il punto (il moderno
semi-contact).
T. Fujiwara il simbolo della kickboxing giapponese degli anni '70, che
in un certo modo creò anche il look della kickboxing, iniziò la sua
pratica ed esemplare carriera sotto la guida del leggendario maestro K.
Kurosaki. La kickboxing dunque era là pronta per essere "importata".
Nel contempo un noto americano di nome Joe Lewis, al quale oggi si va
attribuendo il titolo di più rispettabile pioniere, prima dell'idea del
fullcontact, e successivamente, nominato padre della kickboxing
americana. Proveniente dal karate, lanciòr primo l'idea di praticare
il karate fullcontact con guantoni e K.O. su ring. Ne sperimentò le
prime regole in modo da poter unificare sotto un unico tipo di
combattimento svariati stili, che allo stesso tempo risultasse valido,
senza rovinare l'aspetto tecnico. L'alba lucente del karate full
contact americano o american karate free style era iniziata.
Ufficialmente nasceva poco prima della metà degli anni settanta e si
trovava giusto a mezzo, tra il karate tradizionale e la kickboxing
giapponese.
L'ascesa
Grazie a Joe Lewis e al coetaneo Bill "Superfoot" Wallace, le più note
riviste catalogavano questo come il nuovo metodo di combattimento,
consacrando questi due campioni come protagonisti della nuova era. Da là a poco sulla stessa scia dei due leggendari
americani, un altro noto connazionale, Benny "The Jeet" Urquidez, passò
senza difficoltàal karate al full contact, la più pura kickboxing
giapponese, portando quest'ultima ai più alti e rispettabili consensi
in tutto il mondo, con tanto di rispetto da parte dei giapponesi
stessi. Egli così facendo si consacrò a leggenda americana della
kickboxing e sono ben note le sue imprese nei ring contro i più
svariati campioni.
Nel 1974 la KickBoxing prende inizialmente il nome di "Full Contact
Karate". Nello stesso anno, il 14 settembre, venne organizzato il primo
campionato del Mondo Pro di Full Contact, nella Los Angeles Cow Sports
Arena.
Nel '76 gli stessi organizzatori dell'evento fondarono la WAKO, che a
quei tempi era l'acronimo di WORLD ASSOCIATION OF ALL-STYLE KARATE.
Due anni dopo, era il 1978, si svolse il primo Campionato del Mondo
ufficiale di Full Contact Karate, il secondo nel '79.
Da allora ogni due anni si è sempre disputata la competizione. Dato il
successo che il Full Contact Karate ebbe in Europa, cominciarono anche
i primi contrasti con le Federazioni di Karate esistenti, che insorsero
contro questa nuova disciplina a causa delle diversità con il
tradizionale Karate.
Così nel 1980 la WAKO cambiò nome alla disciplina, chiamandola appunto
KickBoxing (che significa "calciare boxando"), e a questo punto WAKO
divenne acronimo di WORLD ASSOCIATION OF KICKBOXING ORGANIZATION (da
non confondere con la Japanese Kick Boxing nata in oriente negli anni
sessanta).
E in Italia?
Grazie a due noti maestri italiani, il karate americano
fullcontact approdava in Italia a partire dal '77. Agli inizi degli
anni '80, per merito del noto maestro Ennio Falsoni, sbarcò anche il
leggendario Benny "The Jeet" Urquidez con la sua kickboxing, "recando
stupore ai primi fullcontactisti italiani". In quasi tutta Europa, a
cavallo tra gli anni settanta e ottanta, si diffondevano nelle palestre
queste nuove pratiche e in alcuni Stati veniva praticato sia l'american
karate fullcontact sia la kickboxing. In altri per la maggiore veniva
più accreditato il karate fullcontact come in Italia, o in Francia
sotto il nome di Boxe Americaine. Mentre in Olanda, per citare una tra
le scuole più famose, la scia e la bravura del leggendario Fujiwara e
del funambolico Benny "The Jeet" Urquidez consolidava la kickboxing.
Oggi diverse scuole come questa si sono specializzate nel combattimento
ed includono la pratica del fullcontact come preparazione base per
passare poi alla forma più avvincente di combattimento, come la
kickboxing o la thai kickboxing.
Le protezioni
A conclusione di questo tipo di regolamento sportivo erano necessarie
delle protezioni sicure, come guanti e scarpe da combattimento, che
dessero garanzia e diversità. Grazie al noto maestro coreano Jhoon Ree
fu possibile adottare e migliorare, le protezioni da lui stesso ideate
per il suo TKD. Diventarono così equipaggiamento integrante per il
karate full contact, permettendone lo sviluppo dell'allenamento e del
combattimento.
La disciplina
Il kb comprende colpi di braccia tipici del pugilato
(diretti, ganci, montanti) e calci delle varie arti marziali orientali
(karate, taekwondo, ecc.); tra il light contact e il full contact la
differenza fondamentale è l'intensità dell'impatto dei colpi, infatti nei
combattimenti light non vale il K.O. diversamente dal full. Adatto anche
alle ragazze, sia per il completo movimento di tutte le zone muscolari del
corpo, sia per una efficacissima difesa personale. Con un costante
allenamento inoltre si riesce a fortificare sia il fisico che la mente: il
primo aumentando resistenza, forza,tonicità e velocità, il secondo
tendendo a perfezionare ogni singolo movimento e superare i propri limiti
spostando la soglia della fatica e del dolore. Naturalmente per
raggiungere certi livelli o obbiettivi bisogna dare prova di notevole
forza di volontà, pazienza e costanza.
Orari
lunedì e mercoledì dalle
20 alle 22
agonisti: venerdì dalle 20 alle 22